Zamperla, parchi a tema: un asset turistico da 8 miliardi di euro
Il gruppo vicentino rafforza la manifattura italiana dell’intrattenimento e investe sull’export di tecnologie ad alto valore aggiunto
L’universo delle attrazioni e dei parchi a tema italiani genera un giro d’affari complessivo stimato in 8 miliardi di euro. Si tratta di un comparto in grado di richiamare 21 milioni di visitatori ogni anno e di incassare oltre 300 milioni di euro dalla sola biglietteria d’ingresso, fungendo da catalizzatore per l’accoglienza alberghiera, la ristorazione, il commercio locale e la rete dei trasporti.
Il quadro della filiera è stato approfondito in occasione del sessantesimo anniversario di Zamperla, realtà nata nel 1966 e affermatasi a livello mondiale nella progettazione e realizzazione di giostre. Nello stabilimento di Altavilla Vicentina, l’impresa ha chiamato a raccolta esponenti del mondo accademico, istituzioni e professionisti del ramo per delineare le prospettive dell’intrattenimento nazionale, mostrando in anteprima mondiale l’attrazione ingegneristica Hypnosiz.
La struttura produttiva del gruppo impiega oggi 450 addetti nel mondo, di cui 300 impiegati in Italia, con all’attivo oltre 7.000 installazioni e un volume di fabbricazione superiore alle 100 giostre l’anno. Nel 2025 l’azienda ha generato ordini per 67 milioni di euro appoggiandosi a 1.242 fornitori, composti per l’85% da realtà italiane, sviluppando un indotto territoriale di circa 100 milioni.
La tenuta della stagione turistica e la trasformazione dell’esperienza
La solidità del comparto trova conferma nella capacità del mercato interno di assorbire l’impatto dei rincari energetici grazie a oculate scelte tariffarie. Sotto il profilo occupazionale, l’intera filiera dà lavoro a una platea compresa tra i 25 e i 30 mila professionisti diretti tra personale stabile e stagionale, oltre a coinvolgere più di 60 mila occupati indiretti, con investimenti in innovazione pari a circa 100 milioni di euro all’anno finanziati quasi interamente da risorse private.
A delineare l’andamento delle attività è intervenuto Luciano Pareschi, presidente di AssoParchi: «Tracceremo il bilancio ufficiale dell’estate nel corso del Meeting AssoParchi di novembre. Al momento possiamo comunque stimare una crescita nei parchi acquatici e un andamento in linea con il 2025 negli altri parchi. Le presenze non sono diminuite anche grazie all’adozione di una politica di pricing prudente, nonostante l’aumento di tutti i costi ed in particolare dell’energia. L’aspetto più importante è che in questi anni, anche in Italia, i parchi divertimento sono diventati veri e propri driver in grado di contribuire allo sviluppo di sistemi economici integrati e generare importanti flussi turistici, al pari di altri attrattori come i monumenti e i centri termali».
L’evoluzione del pubblico impone tuttavia nuovi criteri di misurazione del successo, come ha rimarcato ancora Luciano Pareschi: «Non si può più descrivere il settore limitandosi al calcolo di ingressi e fatturato della biglietteria: il comparto si sta indirizzando verso un modello più evoluto, in cui la crescita si misura nella capacità di migliorare il valore dell’esperienza offerta al visitatore. L’ospite desidera essere coinvolto, sorprendersi, trovare ambientazioni immersive, qualità nell’accoglienza e nella ristorazione, servizi efficienti, tecnologia e una crescente attenzione alla sostenibilità. Siamo in Italia: la creatività certo non manca per rispondere a queste aspettative, se non superarle!»
Questo potenziale deve però confrontarsi con il contesto europeo, a partire dall’esempio offerto dalla Francia, dove i parchi tematici sono supportati da piani strategici di sistema. L’integrazione di AssoParchi all’interno di Federturismo mira proprio ad azzerare tale divario, incentivando investimenti e una presenza più capillare sul territorio.
I vincoli normativi sul ticketing e la richiesta di un tavolo di confronto
Tra i principali freni lamentati dagli operatori spiccano le attuali regole di vendita dei titoli d’accesso. In Italia la distribuzione telematica dei biglietti per i parchi rimane vincolata ai rigidi meccanismi anti-bagarinaggio pensati in origine per i concerti e lo spettacolo dal vivo. Tale assetto ostacola l’integrazione con i grandi circuiti internazionali di vendita, con le agenzie di viaggio online e con le nuove piattaforme di prenotazione basate sull’intelligenza artificiale, limitando l’attrazione dei flussi turistici esteri.
A tale impedimento si somma l’assenza di dati ufficiali dedicati, evidenziata da Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi – Federturismo: «L’Italia possiede una filiera del divertimento con competenze riconosciute in tutto il mondo, ma paradossalmente i parchi continuano a essere poco visibili nelle statistiche e nelle politiche pubbliche. Il comparto non dispone ancora di una propria identità nella contabilità turistica nazionale. Eppure, genera occupazione e rappresenta per migliaia di giovani anche un primo accesso strutturato al mercato del lavoro».
La soluzione prospettata dal comparto prevede la creazione di una sede di confronto permanente tra il Ministero del Turismo, il Ministero della Cultura e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, indispensabile per garantire all’industria un assetto regolatorio moderno e un adeguato peso nello scenario internazionale.
A cura della redazione
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